Ultimo aggiornamento 1 Maggio 2026
Sai cosa si prova a scrivere per sfogarsi? Ti è mai capitato di sentirne il bisogno, ma di bloccarti davanti alla pagina bianca?
Magari vorresti tirare fuori quello che hai dentro, alleggerire la mente, mettere ordine tra pensieri confusi ed emozioni che si accavallano.
Poi però arriva quella voce: Non so scrivere bene. Non so disegnare. Il mio diario non sarà mai bello come quelli che vedo online.
E così anche il journaling, che dovrebbe essere uno spazio libero, diventa un’altra cosa da fare “bene”.
Ma forse il punto non è creare pagine ordinate, estetiche, perfette.
Forse il punto è proprio il contrario: permetterti di fare un journaling brutto, disordinato, istintivo, vero. Un journaling per sfogarsi.
- Perché senti il bisogno di scrivere per sfogarti?
- “Non scrivo bene”, “non sono creativa”: il blocco del journaling perfetto
- Il journaling brutto: scrivere anche quando non è bello
- Perché scrivere per sfogarsi ti fa davvero stare meglio
- Come iniziare (senza complicarti la vita)
- In conclusione non deve essere bello, deve essere tuo

Perché senti il bisogno di scrivere per sfogarti?
Ci sono momenti in cui hai semplicemente troppe cose dentro.
Pensieri che girano in loop, emozioni che non riesci a spiegare bene, sensazioni confuse che restano lì, senza trovare un posto.
Ed ecco che arriva il bisogno di scrivere per sfogarsi.
Non per creare qualcosa di bello ed aesthetic.
Non per fare journaling “fatto bene”.
Ma per liberare spazio.
Quando hai troppe cose dentro e non sai dove metterle
A volte non è nemmeno qualcosa di preciso, é più una sensazione.
Come se dentro ci fosse troppo rumore, troppe cose insieme, troppo caos e nessun modo chiaro per metterle in ordine.
In quei momenti, il journaling per sfogarsi diventa uno dei pochi modi per iniziare a fare un po’ di spazio.
Anche se non sai da dove partire.
Anche se quello che scrivi non ha senso.
Perché parlare non basta sempre
Non sempre hai voglia di spiegarti. Non sempre trovi le parole giuste. Non sempre vuoi raccontare quello che senti a qualcuno.
A volte hai solo bisogno di buttarlo fuori, senza filtri, senza dover essere chiara, coerente o comprensibile.
Ed è proprio qui che scrivere per sfogarsi cambia completamente significato.
Non è più qualcosa da fare bene, ma diventa uno spazio tuo, dove puoi scrivere esattamente come viene.

“Non scrivo bene”, “non sono creativa”: il blocco del journaling perfetto
C’è un momento in cui smetti di scrivere ancora prima di iniziare.
Non perché non ne hai bisogno, ma perché pensi di non essere capace.
Non scrivo bene.
Non sono creativa.
Non ho una bella scrittura.
Non saprei cosa fare.
E così quello che doveva essere uno spazio libero diventa un altro posto dove sentirti “non abbastanza”.
Il confronto con i diari perfetti
Basta aprire Pinterest, Instagram, Youtube o TikTok.
Pagine curate, colori coordinati, calligrafia perfetta, adesivi, disegni, washitape, citazioni scritte benissimo.
Senza accorgertene inizi a pensare che il journaling sia quello.
Che se non è bello, non vale. Che se non è ordinato, non serve.
E così ti blocchi ancora prima di iniziare.
Quando anche il journaling diventa una performance
Il problema è che questa dinamica non è nuova.
Succede già in tante altre cose: devi fare bene, devi migliorare, devi fare di più.
E a un certo punto succede anche qui. Anche qualcosa di semplice come scrivere per sfogarsi diventa una performance.
Un’altra cosa da fare “nel modo giusto”.
Se ti riconosci in questa sensazione, probabilmente la conosci già anche in altri ambiti della tua vita.

Il journaling brutto: scrivere anche quando non è bello
E se il journaling non dovesse essere bello?
Se non dovesse essere ordinato, curato, pensato.. ma semplicemente vero?
Il journaling brutto è proprio questo:
- Scrivere senza preoccuparsi di come appare
- Scrivere senza sistemare
- Scrivere senza aggiustare le parole
- Scrivere per sfogarsi, non per creare qualcosa da vedere
Scrivere male è già scrivere
Frasi spezzate, parole ripetute, pensieri che cambiano a metà riga.
Tutto questo va bene. Non devi scrivere bene.
Devi solo iniziare.
Perché anche quando ti sembra confuso, disordinato o “brutto”.. stai comunque mettendo fuori qualcosa che prima era dentro di te e che doveva uscire.
E questo basta.
Non serve essere profondi, serve essere veri
Non devi trovare frasi importanti.
Non devi scrivere cose intelligenti.
Non devi “dire qualcosa di significativo”.
A volte scrivere per sfogarsi significa: “oggi non sto bene”, “non capisco cosa mi succede”, “mi sento così e basta”, “sento del caos”.
E va bene così.
Perché non è la profondità a fare la differenza. È la tua verità.
Il tuo diario non deve piacere a nessuno
Il tuo diario non è un contenuto social. Non è qualcosa da condividere.
Non è qualcosa da mostrare.
È uno spazio tuo.
E proprio per questo può essere imperfetto, disordinato, incoerente. Può essere brutto.

Perché scrivere per sfogarsi ti fa davvero stare meglio
Scrivere così, senza pensarci troppo, senza cercare le parole giuste, funziona davvero.
Quando metti su carta quello che hai dentro, inizi a dare un posto ai pensieri: li rendi visibili e li fai uscire da quel caos che resta tutto nella testa.
E anche se all’inizio sembra disordinato, confuso, senza senso.. qualcosa cambia.
Scrivere per sfogarsi può aiutarti a:
- mettere ordine nei pensieri
- alleggerire quello che senti
- vedere le cose con più chiarezza
- uscire dal loop mentale
E questa cosa non è solo intuitiva.
Alcuni studi sulla scrittura espressiva, una forma di scrittura libera e senza filtri, mostrano che mettere su carta pensieri ed emozioni aiuta a elaborare quello che hai dentro e ridurre lo stress. Trovi qui lo studio → Emotional and Physical Health Benefits of Expressive Writing
In molti casi, bastano anche 5/10 minuti di scrittura continua per iniziare a sentire un cambiamento.
Non perché scrivi bene, ma perché scrivi quello che senti!
Ed è per questo che il journaling brutto funziona.
Perché non cerca di essere bello. Cerca solo di essere vero.

Come iniziare (senza complicarti la vita)
Se ti è venuta voglia di scrivere per sfogarti, non serve aspettare il momento giusto.
- Non serve il quaderno perfetto
- Non servono pennarelli e stickers
- Non serve sapere cosa dire
- Non serve nemmeno sentirti pronta
Puoi iniziare così, esattamente come sei.
8 modi semplici per iniziare subito
Ci piace la praticità, quindi ti do dei consigli utili per iniziare ora, anche su un foglio volante che trovi in casa! Scegline uno e scrivi.
- Scrivi tutto quello che ti passa per la testa per 5 minuti: anche se ti sembra che non abbia senso, lascia che la penna ti guidi attraverso il flusso della tua mente. Parole, frasi, ripetizioni, disegni, forme. Va tutto bene.
- Inizia con “oggi mi sento..” e continua senza fermarti, senza cercare le parole giuste.
- Fai una lista caotica di pensieri: senza ordine, senza struttura. Solo per tirarli fuori sottoforma di elenco puntato.
- Scrivi senza rileggere: non tornare indietro, non correggere. Lascia tutto così com’è.
- Scrivi anche solo una frase: non devono per forza essere pagine!
- Riempi una pagina senza scrivere parole: se non hai voglia di scrivere, non farlo. Puoi fare linee, cerchi, scarabocchi, forme senza senso. Anche questo è un modo per svuotare quello che hai dentro.
- Usare colori per quello che senti: scegli un colore e riempi la pagina, lascia che sia lui a parlare per te. Righe, forme, pois, qualsiasi cosa.
- Mescola parole e cose a caso: una frase, poi un disegno, poi un’altra parola, poi un segno. Senza logica, senza ordine. Come viene, viene.
Se senti che questo spazio potrebbe farti bene, ma fai fatica a ritagliartelo nella giornata, forse il punto è creare un piccolo momento tutto tuo! Clicca qui sotto per iscriverti alla mia newsletter e ricevere una guida gratuita su come creare la tua morning routine ideale!
In conclusione non deve essere bello, deve essere tuo
Forse il journaling non deve essere perfetto, non deve essere ordinato, non deve essere qualcosa da mostrare.
Forse deve essere solo uno spazio dove puoi essere come sei.
Scrivere per sfogarsi non serve a fare qualcosa di bello. Serve a fare spazio.
E se un giorno non hai nemmeno voglia di scrivere, va bene anche così.
Puoi disegnare, fare scarabocchi, lasciare la pagina vuota.
Non devi dimostrare niente.
Devi solo darti un posto dove stare.
Spero che questo articolo ti abbia ispirato e incuriosito, ti va di farmelo sapere con un commento? Ti aspetto!
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